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	<title>Commenti a: E se mi definissero vinosa??</title>
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	<description>Consulenza enologica, agronomica e notizie a cura di Simona Migliore</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Nov 2015 22:28:39 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Giorgio</title>
		<link>https://www.360wineconsulting.com/blog/eno-riflessioni/e-se-mi-definissero-vinosa/#comment-175</link>
		<dc:creator>Giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2012 10:49:53 +0000</pubDate>
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		<description>Sul finire degli anni settanta mi ero avvicinato al mondo del vino partecipando ad alcune degustazioni presiedute da sommelier professionisti. Mi stupii molto per la terminologia adottata e per le evoluzioni linguistiche, degne di un provetto equilibrista, usate per descrivere le sensazioni che un sorso di vino poteva suscitare; semplicemente annusando il bicchiere il sommelier si addentrava nello scibile associando profumi e aromi quanto mai inverosimili tipo: sentori di catrame, oppure chiare note di agave messicana (??) per non parlare della “pipì di gatto”. La cosa mi fece allora come ora sorridere, è scientificamente provato che la memoria ricorda i gusti che nel tempo ha acquisito e li associa a ciò che si sta bevendo, è ovvio che maggiore è il bagaglio “storico” di chi degusta e maggiori possibilità descrittive vi saranno, ma spesso nel campo del “vino” si va oltre e si descrive ciò che si sta bevendo o per canoni stereotipati (vino caratteristico?) o completamente al di fuori come negli esempi fatti. Il termine “ematico” però mi incuriosisce perché non riesco a capire quali similitudini possa suscitare. L’origine greca del termine porta sicuramente a pensare al sangue ma se così fosse un vino che lo ricordi (ad eccezione che per i vampiri) sarebbe decisamente schifoso, se invece “ematico” vuol significare sanguigno inteso come “carattere sanguigno” allora potrebbe identificare una certa ruvidezza o impetuosità ovvero una scarsa morbidezza del vino. In ogni caso vedo che nonostante siano passati molti anni dai miei primi approcci gli sforzi e le evoluzioni nel descrivere i vini non sono per nulla scemati e forse perché vale la regola: pur che se ne parli … Alla fine dei conti però l’importante è che il vino sia semplicemente buono. Buon bere a tutti ….</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul finire degli anni settanta mi ero avvicinato al mondo del vino partecipando ad alcune degustazioni presiedute da sommelier professionisti. Mi stupii molto per la terminologia adottata e per le evoluzioni linguistiche, degne di un provetto equilibrista, usate per descrivere le sensazioni che un sorso di vino poteva suscitare; semplicemente annusando il bicchiere il sommelier si addentrava nello scibile associando profumi e aromi quanto mai inverosimili tipo: sentori di catrame, oppure chiare note di agave messicana (??) per non parlare della “pipì di gatto”. La cosa mi fece allora come ora sorridere, è scientificamente provato che la memoria ricorda i gusti che nel tempo ha acquisito e li associa a ciò che si sta bevendo, è ovvio che maggiore è il bagaglio “storico” di chi degusta e maggiori possibilità descrittive vi saranno, ma spesso nel campo del “vino” si va oltre e si descrive ciò che si sta bevendo o per canoni stereotipati (vino caratteristico?) o completamente al di fuori come negli esempi fatti. Il termine “ematico” però mi incuriosisce perché non riesco a capire quali similitudini possa suscitare. L’origine greca del termine porta sicuramente a pensare al sangue ma se così fosse un vino che lo ricordi (ad eccezione che per i vampiri) sarebbe decisamente schifoso, se invece “ematico” vuol significare sanguigno inteso come “carattere sanguigno” allora potrebbe identificare una certa ruvidezza o impetuosità ovvero una scarsa morbidezza del vino. In ogni caso vedo che nonostante siano passati molti anni dai miei primi approcci gli sforzi e le evoluzioni nel descrivere i vini non sono per nulla scemati e forse perché vale la regola: pur che se ne parli … Alla fine dei conti però l’importante è che il vino sia semplicemente buono. Buon bere a tutti ….</p>
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		<title>Di: Winerider</title>
		<link>https://www.360wineconsulting.com/blog/eno-riflessioni/e-se-mi-definissero-vinosa/#comment-174</link>
		<dc:creator>Winerider</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 18:12:51 +0000</pubDate>
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		<description>che dire Simo....ti avevo avvertito...e siamo solo all&#039;inizio credo di una nuova generazione di assaggiatori informatici che fanno viaggiare le parole alla velocità della luce...e con esse le degustazioni che prendono forme sempre più esoteriche e a mio parere distorte....
c&#039;è bisogno di terra sotto i piedi....ce n&#039;è tanto bisogno credo...
comunque si, tu sei molto vinosa e anche un po&#039; eterea!!!...
Gianpaolo Giacomelli (Winerider - Winejoker)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>che dire Simo&#8230;.ti avevo avvertito&#8230;e siamo solo all&#8217;inizio credo di una nuova generazione di assaggiatori informatici che fanno viaggiare le parole alla velocità della luce&#8230;e con esse le degustazioni che prendono forme sempre più esoteriche e a mio parere distorte&#8230;.<br />
c&#8217;è bisogno di terra sotto i piedi&#8230;.ce n&#8217;è tanto bisogno credo&#8230;<br />
comunque si, tu sei molto vinosa e anche un po&#8217; eterea!!!&#8230;<br />
Gianpaolo Giacomelli (Winerider &#8211; Winejoker)</p>
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