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	<title>360 Wine ConsultingBlog &#187; Appunti di degustazione</title>
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	<description>Consulenza enologica, agronomica e notizie a cura di Simona Migliore</description>
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		<title>Pouilly Fume&#8217; e Sancerre: ma come ti cambia il Sauvignon blanc!</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 09:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di degustazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Diciamola tutta! I francesi non ci stanno molto simpatici. La loro aria un pò snob, forse stereotipata. I loro profumi, la nouvelle cousine, le loro salsine, il loro essere sempre e ovunque, le loro sfilate, la moda&#8230;i VINI! Ecco il &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/appunti-di-degustazione/pouilly-fume-e-sancerre-ma-come-ti-cambia-il-sauvignon-blanc/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamola tutta! I francesi non ci stanno molto simpatici. La loro aria un pò snob, forse stereotipata. I loro profumi, la nouvelle cousine, le loro salsine, il loro essere sempre e ovunque, le loro sfilate, la moda&#8230;i VINI!</p>
<p>Ecco il tasto dolente&#8230;i vini.</p>
<p>E a conti fatti ci stanno antipatici perché son bravi! Si, siamo un pò invidiosi, anche se dovremmo imparare ad ammirarli. La loro viticoltura ha alle spalle secoli di storia. Le loro tradizioni, i loro obiettivi si riversano in ciò che producono.</p>
<p>Anche loro hanno pecche e difetti, ma spesso la loro semplice grandezza si rispecchia nei loro prodotti.</p>
<p><strong>Pouilly Fumè </strong>e <strong>Sancerre </strong>sono stati protagonisti di una interessante degustazione (spesso arricchita dalle provocazioni dell&#8217;<strong>enot. Andrea Valentinuzzi </strong>che hanno scatenato non poche reazioni tra i degustatori presenti). Stesso vitigno, il sauvignon blanc, declinato in maniera diversa. Da una parte le note floreali e agrumate del primo in evoluzione a seconda dell&#8217;annata, dall&#8217;altra il profumo delle rocce, della pietra, agrumi, TDN (avete presente i vecchi riesling?) o quelle note che molti definiscono &#8220;minerali&#8221; e che tante volte non si riesce a descrivere. Quando si parla di minerale si dovrebbero avere davanti alcuni prodotti ben definiti per meglio comprenderne il significato e il Sancerre rientra tra questi.</p>
<p>La sapidità mai in contrasto con l&#8217;acidità, la lunghezza nei profumi e la persistenza retrolfattiva che li contraddistinguono.</p>
<p>Di primo acchito il <strong>pouilly fumè </strong>si mostra più difficile da comprendere, quasi troppo complesso olfattivamente per riuscirne a svelarne le sfaccettature. Il <strong>sancerre </strong>si mostra quasi subito, anche se acquista potenza con qualche anno sulle spalle. Dopo qualche ora le cose si ribaltano e l&#8217;eleganza e la sobrietà del sancerre sono quasi disarmanti.</p>
<p>Disarmante è constatare che a seconda del clone e della zona di produzione il <strong>sauvignon blanc</strong> si impreziosisca perdendo quelle note alle volte volgari, troppo spinte di bosso, di vegetale o pipì di gatto (si, pipì di gatto, brutto dirlo ma è quanto si riscontra in alcuni vini) che lo rendono tanto riconoscibile in alcune regioni.</p>
<p>Abbiamo tanto da imparare dai cugini francesi, non da invidiare&#8230;ma da imparare&#8230;e anche in fretta.</p>
<p>a cura di<strong> Simona Migliore </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un&#8217;esplosione di colori&#8230;Turriga 2000</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 16:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di degustazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;12 anni e non sentirli! Ho memorizzato oggi termini utilizzati per un vino come &#8220;vellutato&#8221; o setoso&#8221;. Avete presente quando accarezzate tessuti di seta preziosa o velluti curati e ricercati? bene&#8230;memorizzate la sensazione al tatto perché è la stessa identica &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/appunti-di-degustazione/unesplosione-di-colori-turriga-2000/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/appunti-di-degustazione/unesplosione-di-colori-turriga-2000/attachment/img_1225/" rel="attachment wp-att-310"><img src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1225-150x150.jpg" alt="" title="Turriga 2000" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-310" /></a>&#8230;12 anni e non sentirli!<br />
Ho memorizzato oggi termini utilizzati per un vino come &#8220;vellutato&#8221; o setoso&#8221;.<br />
Avete presente quando accarezzate tessuti di seta preziosa o velluti curati e ricercati? bene&#8230;memorizzate la sensazione al tatto perché è la stessa identica sensazione al palato che si riesce ad avvertire quando si assaggiano certi vini.<br />
Non capita tutti i giorni degustare vini di un certo peso e non avevo neanche preventivato di farlo oggi in vista delle quasi prossime (tra meno di 2 ore) degustazioni di selezione per la Fiera dei vini di Bertiolo.<br />
&#8230;Qualche volta occorre sacrificarsi&#8230;e cosa meglio di un Turriga 2000 (Isola dei Nuraghi IGT &#8211; Cantine Argiolas) per soffrire piacevolmente.<br />
Appena versato, il naso, ancora parzialmente chiuso, ha subito denotato sentori evoluti come la liquirizia e lo speziato.<br />
L&#8217;evoluzione è durata per le 2 ore a seguire&#8230;e continuava ahimè anche a bicchiere ormai vuoto.</p>
<p>In bocca si va incontro a un crescendo di sensazioni: tannini morbidi, asciutti e vellutati. Il palato accarezzato dolcemente da sensazioni perfettamente in equilibrio tra di loro. La potenza di un vino tipico della Sardegna (cannonau, carignano, bovale, malvasia nera) mitigata dall&#8217;eleganza e dal tempo. Il legno (18-24 mesi barriques di rovere francese) in perfetta armonia con il vino, mai predominante. Il vino poi sosterà in bottiglia per altri 12-14 mesi.</p>
<p>La vendemmia è completamente manuale e avviene nelle prime ore del mattino (accade anche in Sicilia per evitare le ore calde e torride tipiche di alcune regioni e di un certo periodo dell&#8217;anno).</p>
<p>Accompagnarlo al giusto piatto naturalmente acuisce e marca certe sensazioni, ma vi garantisco che degustarlo senza nessun accompagnamento particolare è impagabile.</p>
<p>Sottolineo&#8230;è semplicemente un IGT&#8230;niente inutili denominazioni/lungaggini normative per un grande vino che non sente il bisogno di complicare la vita a chi ne capisce l&#8217;essenza. <a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/appunti-di-degustazione/unesplosione-di-colori-turriga-2000/attachment/img_1227/" rel="attachment wp-att-317"><img src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/03/IMG_1227-150x150.jpg" alt="" title="retro Turriga" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-317" /></a></p>
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		<title>Non ci resta che&#8230;piangere?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 21:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di degustazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa mi sono nuovamente imbattuta nella spinosa questione degli archetti o, in alcuni casi definite lacrime, nel vino. Alcune associazioni e organizzazioni che millantano di conoscere tutto sul mondo del nettare di Bacco sono ancora convinte, e fanno &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/appunti-di-degustazione/non-ci-resta-che-piangere/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-163" href="http://www.360wineconsulting.com/blog/appunti-di-degustazione/non-ci-resta-che-piangere/attachment/archi-bicchiere-vino/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-163" title="archetti" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2011/11/Archi-Bicchiere-Vino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Qualche giorno fa mi sono nuovamente imbattuta nella spinosa questione degli archetti o, in alcuni casi definite lacrime, nel vino. Alcune associazioni e organizzazioni che millantano di conoscere tutto sul mondo del nettare di Bacco sono ancora convinte, e fanno proseliti in questo senso, che i famosi archetti in un calice sono creati dalla presenza di glicerina nel vino.<br />
Ora, non sono qui a millantare alcunché ma credo occorrerebbe documentarsi prima di dare per scontato qualcosa.</p>
<p>Per cui mi sono sentita quasi in dovere, anziché snocciolare tesi su tesi, di linkare un articolo già pubblicato diversi anni fa sulla rivista dell’Onav dove si fa riferimento a diversi trattati scientifici che non solo spiegano ma…magia magia…svelano il mistero degli archetti.</p>
<p>E se dopo aver letto l’articolo qualcuno fosse ancora in dubbio se credere o meno alla “magia” ..fate un giro su google e magari fatevi regalare un buon testo AGGIORNATO sull’arte della degustazione.</p>
<p><a href='http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2011/11/archetti1.pdf'>Cosa c&#8217;entra la glicerina con gli archetti nel bicchiere</a></p>
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