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	<title>360 Wine ConsultingBlog &#187; Eno-Riflessioni</title>
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	<description>Consulenza enologica, agronomica e notizie a cura di Simona Migliore</description>
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		<title>Comunicazione e promozione&#8230;il vino senza veli</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 18:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eno-Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Marketing, promozione, comunicazione. Termini facili, ma così difficili da mettere in pratica. Ci si inventano le situazioni più assurde, alle volte geniali, alle volte di una banalità disarmante per &#8220;comunicare un prodotto&#8221;. Ora! Non mi interessa che 4 donne (sicuramente &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/news/comunicazione-e-promozione-il-vino-senza-veli/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/vino-e-donne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-725" title="vino e donne" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/vino-e-donne-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/Il-video-scandalo-per-la-promozione-dei-vini-friulani-in-Russia1.mp4"></a>Marketing, promozione, comunicazione. Termini facili, ma così difficili da mettere in pratica. Ci si inventano le situazioni più assurde, alle volte geniali, alle volte di una banalità disarmante per &#8220;comunicare un prodotto&#8221;.</p>
<p>Ora! Non mi interessa che 4 donne (sicuramente non provenienti dal Friuli Venezia Giulia) si struscino (anche su un murooooooooooo!) e si accarezzino ammiccando come in un qualunque video erotico. Anzi scusatemi&#8230;di erotico e sensuale il video ha ben poco. E non mi importa del fatto che si &#8220;usi il corpo femminile&#8221;. Siamo in un Paese libero e oramai il nudo è talmente sdoganato che rischia di essere banalizzato.</p>
<p>Per cui no, credetemi. Non si tratta di essere bigotti o falsamente moralisti.</p>
<p>Di vero c&#8217;è che quando si crea un prodotto o un servizio da immettere in un mercato lo si fa tenendo conto &#8220;delle regole di quel mercato&#8221;. Quindi in Russia va la &#8220;gnocca&#8221; e si usa un video in cui le nudità femminili vengono sbattute in faccia a chiunque, perchè evidentemente è ciò che tira&#8230;e forse non è la sola cosa che tira&#8230;</p>
<p>A ogni modo&#8230;vuoi usare il nudo femminile per promuovere il vino del Friuli? Allora non capisco il messaggio. Cosa vuoi comunicarmi che se vieni in Friuli ad agosto-settembre trovi le friulane discinte in vigna a vendemmiare? Vuoi dirmi che i vigneti friulani pullulano di giovani contadine senza veli pronte ad ammiccare e a strusciarsi addosso le uve che poi daranno il prezioso nettare? O vuoi comunicarmi che se decidi di vivere un&#8217;esperienza agreste in un vigneto in Friuli Venezia Giulia potresti aver la fortuna di assistere a show in vigna?</p>
<p>Dove sta la promozione del vino del Friuli Venezia Giulia? Perdonatemi faccio fatica a trovare il nesso. Non si vede una zona di produzione, una bottiglia di vino, un calice di vino.Si vedono divani, poltrone, alle volte delle anfore, dei tini&#8230;ma dove sta la promozione?</p>
<p>Quel video lì poteva essere girato ovunque&#8230;perchè, parliamoci chiaro&#8230;chi guarda il contorno?? Forse qualcuno come me che fino alla fine sta cercando di capire in che modo il vino friulano venga comunicato in Russia.</p>
<p>Qual è l&#8217;associazione da fare?</p>
<p>Non discuto la scelta dei produttori. In ogni caso il video fa parlare, discutere e sorridere&#8230;a noi viene lasciato l&#8217;arduo compito di cercare di &#8220;comprendere&#8221; in che modo comunicare l&#8217;incomunicabile!</p>
<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2016/03/Il-video-scandalo-per-la-promozione-dei-vini-friulani-in-Russia1.mp4">Donne e Vino &#8211; video</a></p>
<div class="fblike" style="height:25px; height:25px; overflow:hidden;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.360wineconsulting.com%2Fblog%2Fnews%2Fcomunicazione-e-promozione-il-vino-senza-veli%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allow Transparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;"></iframe></div><div id="tweetbutton720" class="tw_button" style="border:none !important;"><a href="http://twitter.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.360wineconsulting.com%2Fblog%2Fnews%2Fcomunicazione-e-promozione-il-vino-senza-veli%2F&amp;text=Comunicazione%20e%20promozione%26%238230%3Bil%20vino%20senza%20veli&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.360wineconsulting.com%2Fblog%2Fnews%2Fcomunicazione-e-promozione-il-vino-senza-veli%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('https://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sassicaia&#8230;what else!</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jan 2013 17:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eno-Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In treno, di ritorno da Roma. SM: &#8220;Scusa se non ho risposto subito al telefono, ma ero in degustazione&#8221;. Mr. Q: &#8220;Davvero? Cosa degustavi di interessante?&#8221; SM: (gongolando) &#8221;Il Cosa è Riduttivo. Ho preso parte a una verticale di 21 annate &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/eno-riflessioni/sassicaia-what-else/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2013/01/sassicaia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-558" title="sassicaia" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2013/01/sassicaia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In treno, di ritorno da Roma.</p>
<p>SM: &#8220;Scusa se non ho risposto subito al telefono, ma ero in degustazione&#8221;.</p>
<p>Mr. Q: &#8220;Davvero? Cosa degustavi di interessante?&#8221;</p>
<p>SM: (gongolando) &#8221;Il Cosa è Riduttivo. Ho preso parte a una verticale di 21 annate di Sassicaia a Roma&#8221;.</p>
<p>Mr.Q: &#8220;Ma dai!! E invitare gli amici, no?! Sai, almeno una volta l&#8217;anno compro sempre un paio di bottiglie, non posso più farne a meno&#8221;.</p>
<p>SM: (ma guarda te che sborone) &#8220;Mi spiace ma si trattava (che male parlarne già al passato) di una degustazione per gli addetti al settore&#8221;.</p>
<p>Mr.Q: &#8220;Capisco. Bella esperienza, vero? Ma di chi era il <strong>Sassicaia</strong>??&#8221;</p>
<p>SM: (PANICO!!!!Ma che domanda è???Indecisione allo stato puro? Faccia alla &#8220;che cavolo<a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2013/01/checavolostaidicendoWillis.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-564" title="checavolostaidicendoWillis" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2013/01/checavolostaidicendoWillis-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> stai dicendo Willis&#8221;! cosa faccio? Lo canzono un pò o sto al gioco?? la diplomazia prende il sopravvento) &#8220;Bè&#8230;Tenuta San Guido&#8230;(CIOE&#8217; <strong>TENUTA SAN GUIDO </strong>E&#8217; IL SASSICAIA o viceversa!!!)</p>
<p>Mr.Q: &#8220;Ahhh&#8230;io preferisco FRESCOBALDI&#8230;&#8221;</p>
<p>SM: (no comment)&#8230;</p>
<p>E&#8217; naturalmente superfluo, per gli addetti al settore, ricordare quanto detto da Nicolò Antinori (scomparso nel 1991) del marchese <strong>Mario Incisa della Rocchetta </strong>scomparso nel 1983 &#8220;Aver inventato il Sassicaia giustifica una vita, dà ragione a tutto&#8221;.</p>
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		<title>E se mi definissero vinosa??</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 13:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eno-Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono ormai abituata a sentirne di tutti i colori, sul vino intendo. Pensavo non ci fosse più nulla da scoprire dopo aver letto i soliti noti, ma mi sbagliavo. Il vino segue le mode per quanto riguarda l&#8217;aspetto produttivo, spesso dettato &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/eno-riflessioni/e-se-mi-definissero-vinosa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/12/vino-sangue.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-510" title="vino sangue" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/12/vino-sangue-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Sono ormai abituata a sentirne di tutti i colori, sul vino intendo. Pensavo non ci fosse più nulla da scoprire dopo aver letto i soliti noti, ma mi sbagliavo.</p>
<p>Il vino segue le mode per quanto riguarda l&#8217;aspetto produttivo, spesso dettato da esigenze di mercato. Siamo passati dai vini puro estratto di segatura in bocca per un uso smodato e sbagliato della barrique, ci siamo buttati nella produzione del Pinot Grigio perché all&#8217;estero vende tanto, siamo passati al prosecco perché le bollicine piacciono e stiamo attraversando e cavalcando il momento del biologico e biodinamico.</p>
<p>La luna però alle volte non si limita a influenzare maree e andamenti produttivi, ma si spinge oltre fino a lambire il glossario del vino. Così i termini di barricato, vinoso, nervoso, femminile sono entrati a far parte dei, già sufficienti, descrittori di un vino.</p>
<p>Poi è stato il momento di <strong>minerale</strong>. Termine bellissimo, anche foneticamente. Il vero problema è che molti guru, o pseudo tali, alle volte hanno serie difficoltà a spiegare cosa voglia dire e spesso viene accompagnato da altri termini per meglio agevolarne la comprensione.</p>
<p>C&#8217;è un termine appena nato, una chicca. Ancora poco usato a dire il vero. Non più tardi di un mese fa il caro amico noto winerider di Winesurf mi aveva già avvertita, ma onestamente non mi spinsi oltre l&#8217;iniziale curiosità. La mia incredulità e diffidenza vengono letteralmente frantumate quando a un&#8217;importantissima degustazione uno dei pochi presenti descrive il vino definendolo nientemeno che&#8221;<strong>EMATICO</strong>&#8220;.</p>
<p>Ebbene si&#8230;ematico sarà il nuovo termine, modaiolo, particolare, sicuramente d&#8217;impatto&#8230;ma, e lo chiedo sinceramente senza ostilità,  cosa vuol dire?Mi piacerebbe davvero che ognuno di voi, pensando a un calice di vino, si sbilanciasse in potenziali spiegazioni. Ho chiesto aiuto anche a <strong>Google</strong>&#8230;ma nulla&#8230;tutto riporta a strane patologie, esami clinici, aspetti che possiamo definire inquietanti. Ho anche cercato su glossari riconosciuti a livello internazionale l&#8217;eventuale utilizzo del termine&#8230;buio completo.</p>
<p>Neanche io da ferrata lettrice di saghe vampiresche sarei mai arrivata a tanto. <a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/12/labbra-sangue-vino.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-511" title="labbra sangue vino" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/12/labbra-sangue-vino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ho cercato quindi, con la mia esperienza di degustatrice curiosa e appassionata di analisi sensoriale, di pensare al vino utilizzando questo descrittore. Ho immaginato il sentore di metallico, ma esiste già come termine; sono scivolata quindi su termini che ne indicano la corposità, densità, impenetrabilità, la tonalità&#8230;ma anche questi sono termini già ampiamente utilizzati.</p>
<p>Esistono dei termini riconducibili al vino di immediata comprensibilità, perché usarne altri appartenenti ad altri mondi!?Perché semplicemente lancia nuove mode.</p>
<p>Se cominciassero a descrivermi come vinosa, minerale, persistente&#8230;dovrei cominciare a preoccuparmi?</p>
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<div class="fblike" style="height:25px; height:25px; overflow:hidden;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.360wineconsulting.com%2Fblog%2Feno-riflessioni%2Fe-se-mi-definissero-vinosa%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allow Transparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;"></iframe></div><div id="tweetbutton505" class="tw_button" style="border:none !important;"><a href="http://twitter.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.360wineconsulting.com%2Fblog%2Feno-riflessioni%2Fe-se-mi-definissero-vinosa%2F&amp;text=E%20se%20mi%20definissero%20vinosa%3F%3F&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.360wineconsulting.com%2Fblog%2Feno-riflessioni%2Fe-se-mi-definissero-vinosa%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('https://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ci limitiamo&#8230;ci?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jul 2012 17:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eno-Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando mi si chiede di parlare del mio lavoro molti dicono che cambierebbero volentieri il loro con il mio. Di buono c&#8217;è che lo adoro e ne ho fatto anche il mio hobby e la mia passione. Spiegare però cosa &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/eno-riflessioni/ci-limitiamo-ci/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-430" href="http://www.360wineconsulting.com/blog/eno-riflessioni/ci-limitiamo-ci/attachment/limiti/"><img class="alignleft size-full wp-image-430" title="limiti" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/07/limiti.jpg" alt="" width="372" height="245" /></a>Quando mi si chiede di parlare del mio lavoro molti dicono che cambierebbero volentieri il loro con il mio. Di buono c&#8217;è che lo adoro e ne ho fatto anche il mio hobby e la mia passione. Spiegare però cosa faccia un degustatore e come affronti ciò per cui è stato preparato è ben altra cosa.</p>
<p>La domanda che molti mi pongono è &#8220;ma quanti vini assaggi in una sessione?&#8221; e alla risposta che solitamente spazia dai 15 ai 150, le domande son quasi sempre le stesse &#8220;ma ci capisci qualcosa?&#8221; &#8220;ma non ti capita di confondere i vini?&#8221; &#8220;ma non confondi profumi, odori e sapori?&#8221;</p>
<p>Domanda lecita, ma&#8230;avete mai chiesto a un medico chirurgo &#8220;ma quanti pazienti operi al giorno o quanti ne visiti?&#8221; o &#8220;ma poni la stessa attenzione per tutti o dopo 3-4 pazienti cominci a confondere il rene con il polmone?&#8221; o magari al dipendente X di una qualunque azienda Y addetto a macchine a cui si deve prestare molta attenzione dal momento in cui la si accende al momento in cui la si spegne, magari dopo 6-8 ore, avete mai chiesto &#8220;quanto dura la tua soglia di concentrazione?&#8221;</p>
<p>Ogni lavoro, ogni professione vanno svolti con attenzione, onestà verso se stessi e gli altri e soprattutto rispetto. Nel mondo del vino accade la stessa cosa, la stessa identica cosa. E così come nelle altre professioni, anche tra i degustatori può capitare che ci sia qualcuno che lavora meno bene di altri o meno onestamente di altri, qualcuno capace di degustare 100 vini dimostrando lo stesso rispetto e concentrazione dal primo all&#8217;ultimo e qualcuno capace di degustarne 10 e non prendere sul serio il compito che è chiamato a svolgere.</p>
<p>La soglia di stanchezza la raggiungono anche i degustatori&#8230;ebbene si, ma per lo stesso motivo per cui un professore chiamato a disquisire per 6 ore di fila deve riuscire a mantenere lo stesso grado di concentrazione dall&#8217;inizio alla fine, allo stesso modo un degustatore ha il diritto di ricordare non solo che il vino che deve giudicare è frutto del lavoro di almeno un anno, ma che quello stesso prodotto verrà messo in commercio.</p>
<p>La &#8220;stanchezza&#8221; è relativa non solo al numero di vini, ma alla tipologia: una cosa è degustare 100 Amarone, un&#8217;altra cosa è degustare 100 Ribolla gialla e naturalmente così come per tutte le professioni, anche i degustatori hanno i propri limiti. Spetta a ognuno l&#8217;onestà di tirarsi indietro se non ci si sente in grado di restare lucidi degustativamente per sessioni importanti.</p>
<p>Il giudizio finale è sempre e comunque frutto di un panel di degustatori e mai del singolo e si tratta di un giudizio oggi non ripetibile in laboratorio nè sostituibile che dovrà poi trovare riscontro con ciò che si aspettano i consumatori finali.</p>
<p>Il vino che si degusta nelle varie commissioni deve (ahimè) essere spogliato della poesia e della filosofia di cui si rivestirebbe se lo si assaggiasse in cantina, o durante una cena o con degli amici&#8230;ed è giusto che sia così, altrimenti ci si lascerebbe incantare dalla storia, dalle immagini, dagli aneddoti, dalle persone che rappresentano quel vino e il giudizio del degustatore verrebbe meno, non diverrebbe asettico e mancherebbe di professionalità.</p>
<p>Tanta passione, tanto allenamento, tanti assaggi fuori dal cortile della propria casetta, tanta umiltà, TANTA CULTURA, TANTO RISPETTO&#8230;questi sono solo alcuni degli strumenti di cui si serve un buon degustatore, vi sembra facile?</p>
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		<title>Sogno o son desta&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jun 2012 16:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eno-Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi ritrovo spesso a leggere articoli, recensioni tra le più disparate e commentarle con amici e/o conoscenti. Vino, cibo, arte, libri&#8230;nessuna differenza. C&#8217;è gente che paga per leggere tizio o caio, gente che paga perché tizio o caio scriva di &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/eno-riflessioni/sogno-o-son-desta/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-404" href="http://www.360wineconsulting.com/blog/eno-riflessioni/sogno-o-son-desta/attachment/arieggiare-vino2/"></a><a rel="attachment wp-att-413" href="http://www.360wineconsulting.com/blog/eno-riflessioni/sogno-o-son-desta/attachment/arieggiare-vino3/"><img class="alignleft size-full wp-image-413" title="labbra vino" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/06/arieggiare-vino3.jpg" alt="" width="396" height="229" /></a>Mi ritrovo spesso a leggere articoli, recensioni tra le più disparate e commentarle con amici e/o conoscenti. Vino, cibo, arte, libri&#8230;nessuna differenza.</p>
<p>C&#8217;è gente che paga per leggere tizio o caio, gente che paga perché tizio o caio scriva di loro, aziende che pubblicano anche le recensioni scritte dal noto tizio o dal meno famoso caio&#8230;e alle volte c&#8217;è anche un perché. Si vuole visibilità, ci si sente lusingati dal fatto che qualcuno ci riconosca e se ne parli&#8230;</p>
<p>Ora&#8230;forse la mia riflessione fa poco testo e proprio per questo mi sento di condividerla, ma quando si parla di un vino, quando lo si descrive ad altri e non a noi stessi, dovremo essere in grado di utilizzare termini, metafore, frasi che facilmente riconducano chi ci ascolta a ciò che stiamo degustando.</p>
<p>Mi sono imbattuta in questa descrizione, ovviamente eviterò di fare riferimenti all&#8217;azienda e soprattutto al tale che scrive. Per gli addetti del settore basteranno le prime parole per capire di chi si sta parlando  &#8221;&#8230;Un XXX che satinato e felpato spuma polposamente limpido, sempre ben brioso. Una XXX di gran consistenza viticola, morbida, dalla mano enologica esecutiva di avvertita nettezza&#8221; o ancora &#8220;Il XXX di XXX pure in un&#8217;annata difficile come il 2005 si conferma fra i profumi bianchi più suadenti, floreali e speziati, fra le fragranze bianche migliori in Italia. &#8230;con la sua camomilla tremendamente uvosa. Di rango anche XXX: di speziata ciliegiosità assai intensamente viva&#8221;. O ancora &#8221; stupenda l&#8217;intensità della sua dolcezza olfattiva, che anzitutto si gioca sul punto di tinta: viola e non nera. Ove l&#8217;occhio è viola melanzana, non ancora nerastra, lì è il punto di massima forza e profondità cromatica che un rosso può attingere. Qui il punto di massima concentrazione tannica utile a infittire la polpa e il colore, senza accendere le caffeiche chinosità gusto-olfattive del suo eccesso. Il suo profumo, il suo occhio, il suo gusto, stupendamente maturo e polposo: una mora viola allora, sfumata di gelso bluastro, soffiata di spezia e di zucchero, di vaniglia, di menta di glassa. Suadenza stupenda che si compie sul pregio dell&#8217;integrità del suo aroma: una nitidezza enologica, una novità e turgidità di gusto e d&#8217;olfatto che il suo massivo e sì imponente monte estratto, in realtà ancor frutto di fatto. Per concentrazione non disgiunta da souplesse e morbidezza&#8230;&#8221;</p>
<p>Forse sono io che non capisco&#8230;ma camomilla uvosa, speziata ciliegiosità, mano enologica esecutiva di avvertita nettezza&#8230;cosa vogliono dire? Un consumatore o un appassionato che vuol comprare la bottiglia di un&#8217;azienda anzichè di un&#8217;altra&#8230;in che modo traduce tutto questo?</p>
<p>Già si fa fatica a spiegare quando un vino è fresco, pulito, quando è più floreale che fruttato e si fa fatica a far percepire i descrittori base di un calice di vino, figuriamoci quando si descrive il NIENTE!</p>
<p>Eppure queste persone hanno un loro spazio, queste persone vengono pagate, cercate e non ha colpa il comunicatore di turno, quanto coloro che danno credito a chi parla di fumo, di frasi fatte o frasi dettate dal delirio di un momento orgasmico.</p>
<p>O forse siamo noi che non abbiamo capito niente&#8230;e sbagliato lavoro!</p>
<p>La prossima volta che mi verrà chiesto di descrivere un vino bianco comincerò da &#8220;voluttuosa freschezza delle prealpi circondata dal floreale turbinio di emozioni setose tipiche del vitigno (non importa quale)&#8221;. Ai rossi dedicherò &#8220;la morbida rotondità dei flanellosi tannini, arricchiti da sfumature tramontine (nuovo conio per il quale esigo il copyright) delle calde serate di primavera (ovvio, anche in alaska) arricchite e impreziosite da un momento di delirante passione voluta fortemente dal sogno ancestrale del cantiniere/enologo/produttore&#8221;.</p>
<p>E guai a chi mi chiederà di spiegare le mie vinose descrizioni&#8230;perché è tutto chiaro, no?!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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