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	<title>360 Wine ConsultingBlog &#187; Il Personaggio</title>
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	<description>Consulenza enologica, agronomica e notizie a cura di Simona Migliore</description>
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		<title>Denis Dubourdieu: la scomparsa di un maestro dell&#8217;enologia</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 20:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Mi imbatto su un post di Maurizio Gily scritto per Mille Vigne e mi si gela il sangue (http://www.millevigne.it/index.php?option=com_content&#38;view=article&#38;id=1003%3Ala-scomparsa-di-dubourdieu&#38;catid=9%3Anews&#38;Itemid=656). Classe 1949, conoscevo Denis Dubourdieu  solo per reputazione. Me ne parlava Giovanni Bigot durante l&#8217;organizzazione del Concours Mondial du &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/il-personaggio/denis-dubourdieu-la-scomparsa-di-un-maestro-dellenologia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2016/07/denis-d.jpg"><img class="size-large wp-image-805 alignleft" title="Denis Dubourdieu" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2016/07/denis-d-620x328.jpg" alt="" width="260" height="138" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi imbatto su un post di Maurizio Gily scritto per Mille Vigne e mi si gela il sangue (<a title="La scomparsa di Dubourdieu" href="http://www.millevigne.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1003%3Ala-scomparsa-di-dubourdieu&amp;catid=9%3Anews&amp;Itemid=656" target="_blank">http://www.millevigne.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1003%3Ala-scomparsa-di-dubourdieu&amp;catid=9%3Anews&amp;Itemid=656</a>).</p>
<p>Classe 1949, conoscevo Denis Dubourdieu  solo per reputazione. Me ne parlava Giovanni Bigot durante l&#8217;organizzazione del Concours Mondial du Sauvignon. Mi diceva essere stato il suo punto di riferimento durante le trasferte fatte negli anni precedenti il 2005 perché  “Conoscere Denis Dubourdieu personalmente mi ha dato la possibilità di parlare del Sauvignon del Friuli Venezia Giulia e delle sue potenzialità”.  E’ il 2006 quando le ricerche e il lavoro condotto da Giovanni Bigot viene presentato durante una tavola rotonda e un convegno a Cividale del Friuli sul Sauvignon al quale prende parte anche Denis Dubourdieu. E’ il punto ufficiale di inizio per il Sauvignon targato FVG.  Poi nel 2014 ho la fortuna di partecipare al Concours Mondial du Sauvignon a Bordeaux. E qui conosco il Professore.</p>
<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2016/07/P10404811.jpg"><img class="size-medium wp-image-804 alignright" title="Denis Dubourdieu" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2016/07/P10404811-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>L&#8217;occasione è il convegno di benvenuto ai degustatori-giudici provenienti da tutto il mondo in occasione del concorso. E ancora una volta parla di Sauvignon e degli studi condotti sulla possibilità di utilizzare il legno per l&#8217;affinamento di questa varietà prodotta in tutto il mondo. Parla in francese alternando la presentazione con battute volte a strappare un sorriso. Parla con il carisma di un professore, di una persona appassionata e dedita al suo lavoro.</p>
<p>Adesso avrà un bellissimo lavoro da svolgere&#8230;lassù, dovrà vegliare sui produttori e magari immaginiamolo seduto con un calice di sauvignon in mano, mentre col sorriso sulle labbra si rilassa lasciando vagare il suo sguardo su una distesa interminabile di vigneti.</p>
<p>Ciao Professore.</p>
<div class="fblike" style="height:25px; height:25px; overflow:hidden;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https%3A%2F%2Fwww.360wineconsulting.com%2Fblog%2Fil-personaggio%2Fdenis-dubourdieu-la-scomparsa-di-un-maestro-dellenologia%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=false&amp;width=450&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allow Transparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px;"></iframe></div><div id="tweetbutton800" class="tw_button" style="border:none !important;"><a href="http://twitter.com/share?url=https%3A%2F%2Fwww.360wineconsulting.com%2Fblog%2Fil-personaggio%2Fdenis-dubourdieu-la-scomparsa-di-un-maestro-dellenologia%2F&amp;text=Denis%20Dubourdieu%3A%20la%20scomparsa%20di%20un%20maestro%20dell%26%238217%3Benologia&amp;related=&amp;lang=en&amp;count=horizontal&amp;counturl=https%3A%2F%2Fwww.360wineconsulting.com%2Fblog%2Fil-personaggio%2Fdenis-dubourdieu-la-scomparsa-di-un-maestro-dellenologia%2F" class="twitter-share-button"  style="width:55px;height:22px;background:transparent url('https://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/plugins/wp-tweet-button/tweetn.png') no-repeat  0 0;text-align:left;text-indent:-9999px;display:block;">Tweet</a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Facciamo il test da Giorgio Barchiesi&#8230;ops da Giorgione</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Mar 2014 10:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>

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		<description><![CDATA[“Smuginata o smuginatina”, “un nonnulla di”, “laido e corrotto”, “laido intruglio” chi segue Giorgio Barchiesi, in arte Giorgione, su Sky per le programmazioni “Orto e cucina” di Gambero Rosso, sa di cosa si parla. Sono diverse le trasmissioni e i &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/il-personaggio/facciamo-il-test-da-giorgio-barchiesi-ops-da-giorgione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2014/03/alla-via-di-mezzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-673" title="alla via di mezzo" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2014/03/alla-via-di-mezzo-300x261.jpg" alt="" width="300" height="261" /></a>“Smuginata o smuginatina”, “un nonnulla di”, “laido e corrotto”, “laido intruglio” chi segue Giorgio Barchiesi, in arte Giorgione, su Sky per le programmazioni “Orto e cucina” di Gambero Rosso, sa di cosa si parla.</p>
<p>Sono diverse le trasmissioni e i conduttori che parlano di cucina e sciorinano ricette e preparazioni, ma pochi parlano come “mangiano”. La scelta della materia prima, la ricerca di un ingrediente anziché un altro (la famosissima cipolla di Cannara), ma soprattutto la scelta degli stessi da fornitori selezionati e da coltivazioni private quando può, altrimenti ricercate, fa di Giorgio Barchiesi un conduttore atipico.</p>
<p>L’amore per gli animali, la cura e il suo modo di parlare lo rende personaggio seguitissimo e apprezzato.</p>
<p>Cominci a seguirlo televisivamente, ti incuriosisci delle scelte gastronomiche, della preparazione dei piatti legati alla tradizione, memorizzi il programma per non perderti una puntata, riguardi con piacere le repliche…ma poi la curiosità di vedere cosa c’è dietro prende il sopravvento e cominci a “cercarlo”.</p>
<p>A differenza dei conduttori che se la tirano…lui è vero, sempre sorridente, ti racconta le ultime disavventure quasi come vi conoscesse da sempre.</p>
<p>Arrivi “Alla Via di Mezzo” dopo aver prenotato con qualche giorno di anticipo, socchiudi già la porta e senti la sua voce giungere sin sull’uscio. La stessa voce, lo stesso sguardo, bellissima stretta di mano, lo stesso interloquire…la differenza è che gli sei davanti e non c’è uno schermo televisivo a separarvi.</p>
<p>E&#8230;fortuna delle fortune, siedi all&#8217;unico tavolo disponibile nella saletta d&#8217;entrata così ne approfitti per chiacchierare con Giorgione e segui con il sorriso la sua affettuosa e goliardica accoglienza ad altri avventori che diventano o sono già amici.</p>
<p>Il tono di voce, il timbro, le battute, il sorriso, la simpatia, la sua accoglienza…da Giorgione vai perché c’è lui. I piatti rispecchiano il suo modo di cucinare in televisione, piatti elaborati nelle cotture e nella cura della materia prima, non bellissimi da vedere, non preparazioni stellate, ma siamo da Giorgione e se lo segui in tv non puoi aspettarti altro altrimenti resteresti deluso.</p>
<p>La carta dei vini è spartana, poche etichette che comunque si sposano benissimo con i piatti proposti.</p>
<p>Antipasto a buffet con trippe, acciughe e cipolle, ceci, lumachine, diversi formaggi, melanzane, i cucunci (per chi non li conoscesse sono i frutti che rimangono dopo l’appassimento del fiore, mentre il cappero è il bocciolo) e poi altri tegamini in coccio che non hai il coraggio di scoperchiare per paura di esagerare. E lui ti guarda smarrito se non riempi il piatto, ma si raccomanda anche di non esagerare con il pane, perché sa benissimo che fare la scarpetta con tutte quelle prelibatezze è quasi una tentazione irresistibile.</p>
<p>Lasagne con i carciofi, casarecce con il guanciale, maialino e pollo al forno e i dolcetti…eccezionali.</p>
<p>Se si è in zona e piace la cucina tradizionale, non si può evitare di andare Alla Via di Mezzo, non solo per la simpatia, ma anche per la buona cucina e il rispetto della materia prima. Il team che collabora &#8220;Alla via di Mezzo&#8221; è giovane, anche la moglie è sempre presente. Tutti vi mettono immediatamente a vostro agio.</p>
<p>Vi sentirete dire prima di andar via, con una calorosa stretta di mano “Non fatemi<a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2014/03/Giorgione-co.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-674" title="Giorgione &amp; Synthesis" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2014/03/Giorgione-co-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> preoccupare, comportatevi bene quando non ci sono io”… sorridi pensando che forse fa riferimento al fatto che occorra stare attenti a quello che si mangia?!</p>
<p>Il test noi lo abbiamo fatto, magari senza i mugolii tipici di Giorgione durante l’assaggio, ma con la stessa goduria laida e corrotta. E abbiamo capito perché Giorgione piace!</p>
<p>Non vi va di fare un test?</p>
<p>Alla Via di Mezzo &#8211; Via Santa Chiara 52, 06036 Montefalco, Italia +39 0742 362074</p>
<p>http://www.ristoranteallaviadimezzo.it/</p>
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		<title>Pennelli imbrattati di vino: Maria Teresa Pirillo</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2014 17:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[“Pennellate di Refosco dal peduncolo rosso rincorrono quelle del Merlot o del Cabernet Franc. Il Terrano irrompe prepotentemente laddove altri non riescono.” Non sono versi di una poesia, non è una citazione o una banale rappresentazione fantastica. E’ quello che &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/il-personaggio/pennelli-imbrattati-di-vino-maria-teresa-pirillo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2014/03/Autoritratto-OK.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-689" title="autoritratto Maria Teresa Pirillo" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2014/03/Autoritratto-OK-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>“Pennellate di Refosco dal peduncolo rosso rincorrono quelle del Merlot o del Cabernet Franc. Il Terrano irrompe prepotentemente laddove altri non riescono.” Non sono versi di una poesia, non è una citazione o una banale rappresentazione fantastica. E’ quello che succede sulle tele dell’artista Maria Teresa Pirillo, calabrese di nascita, ma udinese di adozione dal 1975. Una donna che fa dell’arte la sua passione, ma dedica le sue giornate, con la stessa passione, alla difficile professione di maestra per le scuole primarie.</p>
<p>La passione per i pennelli e per le tele è una costante nella vita dell’artista così come la trasparenza e la luminosità dell&#8217;acquerello che rimane la sua tecnica preferita. Nelle sue opere esplode il dinamismo, nella rappresentazione di nudi, ritratti, paesaggi dove l’acqua irrompe nella sua calma e nella sua determinata forza. Solo nel 2012 la sua curiosità e il suo animo d’artista la spingono a confrontarsi con  un mondo completamente nuovo: il vino.</p>
<p>Comincia con il Cirò, una varietà di uve rosse calabresi, ma si lascia subito incantare dalle sfumature che le varietà autoctone e internazionali coltivate in Friuli Venezia Giulia riescono a regalarle. La ricerca per il giusto vino per creare l’incarnato di un viso o le note malinconiche di un paesaggio.</p>
<p>Abituati a interpretare un vino soprattutto dai suoi profumi e sapori, ci ritroviamo a sottolinearne sfumature attraverso la libera interpretazione dell’artista allenando la nostra vista, uno dei sensi chiamato a giudicare tonalità, intensità e limpidezza.</p>
<p>La curiosità porta l’artista a utilizzare anche il mosto, ma l’evoluzione sulla tela non è delle<a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2014/03/Venezia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-690" title="Meriggio a Venezia" src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2014/03/Venezia-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> migliori: la fermentazione muta i contorni e i colori e dopo poco tempo svanisce anche il soggetto che si era cercato di intrappolare sulla tela. Usa carta da acquerello o tele e ognuna di esse ne supporta gli effetti cromatici con la sua specificità. La creazione di una sua opera può richiedere appena poche ore, altre anche giorni. La buona riuscita del soggetto dipende dal tempo impiegato, proprio perché il vino è vivo e mutevole.</p>
<p>Così come un vino evolve all’interno di un calice, allo stesso modo evolve, cambia sulla sue tele. Nel tempo le sue pennellate cambiano, il rosso rubino tende al mattonato, il giallo oro del Verduzzo vira in un giallo paglierino, il Pignolo ambrato in un tenue senape, mentre il Friulano diventa un ottimo<br />
supporto per diluire e rendere più trasparenti le tonalità.</p>
<p>Il vino diventa creta nelle mani dell’artista, si lascia manipolare per andare oltre profumi e sapori. Nelle opere di Maria Teresa non è importante quanto persistente o profumato sia un vino, quanta sapidità o freschezza abbia, ma quali tonalità riesca a regalare al pensiero dell’artista. Un pensiero che si esprime attraverso corpi e paesaggi e che spesso viene arricchito da poesie scritte sull’opera stessa. Poesie che nascono alle volte ancor prima che nasca l’opera, altre volte solo per completarla.</p>
<p>La curiosità iniziale dell’artista si è trasformata in sfida con se stessa e con il tempo. Il suo desiderio è, adesso, quello di trovare “qualcosa” che aiuti i suoi colori a fermarsi nel tempo e a non mutare con esso. Forse per la prima volta riuscirebbe a intrappolare l’essenza di un calice di vino e di una varietà, o forse la bellezza delle sue opere sta proprio nel fatto che anche sulle sue tele il vino cambia agli occhi di chi, ancora una volta, è chiamato a interpretarlo.</p>
<p>Chissà che un ricercatore, un enologo, un enotecnico non raccolga la sfida e proponga alla nostra artista l&#8217;elisir di lunga vita per i colori delle sue opere.</p>
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		<title>L&#8217;uomo che&#8230;sapeva ascoltare il vino</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 12:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Valentinuzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Personaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo originale è naturalmente &#8220;L&#8217;uomo che sa ascoltare il vino &#8220;dedicata alla storia e la vita di Giulio Gambelli, scritto da Carlo Macchi ed edito da Veronelli editore&#8230; Sapeva&#8230;perché oggi, nella Chiesa Collegiata di Poggibonsi alle 15, verrà ufficialmente &#8230; <a href="https://www.360wineconsulting.com/blog/il-personaggio/luomo-che-sapeva-ascoltare-il-vino/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/il-personaggio/luomo-che-sapeva-ascoltare-il-vino/attachment/ritratto-gambelli/" rel="attachment wp-att-231"><img src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/01/ritratto-gambelli-150x150.jpg" alt="" title="ritratto gambelli" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-231" /></a> Il titolo originale è naturalmente &#8220;L&#8217;uomo che sa ascoltare il vino &#8220;dedicata alla storia e la vita di Giulio Gambelli, scritto da Carlo Macchi ed edito da Veronelli editore&#8230;<br />
Sapeva&#8230;perché oggi, nella Chiesa Collegiata di Poggibonsi alle 15, verrà ufficialmente dato l&#8217;ultimo saluto a Giulio Gambelli scomparso due giorni fa.</p>
<p>Non ho mai incontrato personalmente il Maestro come molti lo ricordano, ma ho imparato a conoscerlo attraverso le parole, gli aneddoti, i resoconti di Carlo Macchi non solo nel suo libro. Tutti lo conoscevano, tutti coloro che lavorano nel mondo del vino sia giovani che meno giovani.<br />
Anche Andrea Valentinuzzi, winemaker, lo ricorda come un esempio da seguire e rispettare per ciò che ha rappresentato per l&#8217;enologia italiana e per ciò che ha insegnato.</p>
<p>Da tutti conosciuto come &#8220;Bicchierino&#8221; per il suo palato fine per il Sangiovese, menzionato nel 2004 da Luigi Veronelli come &#8220;Enologo eccelso, mi limito solo a riportare le parole dell&#8217;amico Carlo Macchi che lo descrive come &#8220;l&#8217;ultima farfalla del sangiovese&#8221;</p>
<p><a href="http://www.360wineconsulting.com/blog/il-personaggio/luomo-che-sapeva-ascoltare-il-vino/attachment/copertina-libro/" rel="attachment wp-att-230"><img src="http://www.360wineconsulting.com/blog/wp-content/uploads/2012/01/copertina-libro-150x150.jpg" alt="" title="copertina libro" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-230" /></a></p>
<p><a href="http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&#038;form_id_notizia=1287">http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&#038;form_id_notizia=1287</a></p>
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